Bergamo, slitta in consiglio la riduzione della carne a mensa

È purtroppo slittata al 7 marzo la discussione in consiglio comunale a Bergamo dell’Ordine del giorno dal titolo “Istituzione del Menù Green utile alla riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera”.

La presentazione di ieri in consiglio era arrivata alla fine di un percorso svolto da LAV con l’ISIS Giulio Natta di Bergamo, attraverso incontri e dibattiti dal titolo “SalvaClima a tavola” ai quali hanno presenziato, insieme ai rappresentanti e agli esperti LAV, diversi esponenti dell’Amministrazione Comunale, tra i quali in primis la consigliera Denise Nespoli, delegata alla Food Policy.

Gli alunni e le alunne dell’ISIS Natta hanno manifestato insieme a LAV con un flash mob in piazza della Libertà solo poche ore prima della prevista discussione, poi rimandata.

Il percorso con gli studenti si era, infatti, concretizzato lo scorso 12 febbraio con un appello rivolto al sindaco, Giorgio Gori, chiedendo che:

  • il Comune di Bergamo si impegni ad istituire formalmente nell'ambito delle mense pubbliche e scolastiche un giorno settimanale con proteine 100% vegetali
  • il Comune di Bergamo riduca del 4% ogni anno, almeno fino alla fine del corrente mandato, l'apporto di proteine di origine animale nelle mense pubbliche e scolastiche

L’Odg accoglieva, però, solo in parte le richieste degli studenti, pur ampliando le prospettive su altri fronti nel campo della sensibilizzazione.

“Apprezziamo quanto fatto dalla delegata alla Food Policy, Denise Nespoli, e dagli altri firmatari dell’Odg – dichiara LAV Bergamo – ma ora dobbiamo fare di tutto perché lo stesso non cada nel cimitero degli atti non discussi, di cui a Bergamo c’è già una lunga lista: sarebbe offensivo verso gli alunni e le alunne e verso il loro impegno, oltre che poco onorevole per un Comune che si vanta di una elevata attenzione ecologica”.  

“L’occasione è però valida – prosegue LAV Bergamo - per pensare a inserire, come chiesto dall’ISIS Natta e da LAV, un impegno chiaro a ridurre progressivamente l’apporto di nutrienti di origine animale, che invece non è stato compreso nel testo. Purtroppo, la crisi climatica cui stiamo assistendo non può essere affrontata attraverso impegni generici che rischiano di rimanere sulla carta. Serve una concretezza nella riduzione degli ingredienti di origine animale nella nostra alimentazione che con il presente Odg non viene inclusa negli intenti”.