Caccia, teniamola fuori dalle scuole

BatBilbo

I cacciatori sono sempre più anziani con un’età media di 66 anni e nell’ultimo ventennio si sono dimezzati. Un dato che fa capire come le nuove generazioni non amino uccidere animali. La sensibilità crescente per gli animali, che è entrata anche nel mondo scolastico, non impedisce purtroppo che a volte i cacciatori riescano a presentarsi nelle classi, spesso mascherandosi con tematiche ambientaliste. Il tema è di questi giorni in quanto proprio il prossimo fine settimana sono fissate le preaperture, ovvero le giornate di caccia (fino a undici!) concesse prima dell’inizio vero e proprio della stagione venatoria; ed anche perché proprio nei prossimi giorni inizierà anche la scuola, che dovrebbe essere il luogo in cui si educa alla civiltà. Certamente lo sviluppo dell’empatia in un percorso educativo responsabile non può coniugarsi con attività come la caccia e per questo è d’obbligo lanciare un appello a tutti gli insegnanti e i dirigenti scolastici affinché evitino di accogliere iniziative delle associazioni dei cacciatori. Per non parlare dei rischi fisici che la caccia comporta anche per chi la pratica e non di rado per vittime estranee, talvolta persino bambini. Non facciamoci ingannare dunque da ambigue offerte di percorsi didattici nella natura o di conoscenza della fauna locale. Se a presentarle sono i cacciatori, dietro alla fine c’è sempre la caccia, che insegna a divertirsi uccidendo creature indifese e a maneggiare armi pericolose per chi le imbraccia. Una cultura della violenza, insomma, che non vorremmo fosse trasmessa ai nostri alunni. La vignetta e la striscia del nostro BatBilbo, eroe di Piccole Impronte, lanciano col sorriso il nostro messaggio. Se volete saperne di più scaricate il nostro Educare al rispetto degli animali o chiedetecene una copia scrivendo a educazione@lav.it.