Orrore a Brescia: gatto ucciso da ragazzini. Ma la soluzione non è l’odio

gatto LAV scuola

Un episodio terribile che sembra con tutta probabilità da ricondurre all’azione di ragazzi. A Prevalle, in provincia di Brescia, un gatto è stato barbaramente ucciso in un parco pubblico. La stampa locale riporta che un gruppo di giovanissimi avrebbe circondato l’animale e lo avrebbe massacrato a calci. Il gatto è stato soccorso da un coetaneo che ha allontanato gli aggressori, senza purtroppo riuscire ad evitare il peggio. L’animale è infatti morto poco dopo. Riprendiamo questa tristissima notizia perché ci porta al confronto di due mondi: da una parte l’insensibilità e l’assenza completa di empatia fino ad arrivare al gratuito sadismo; dall’altra la sensibilità, il coraggio e il senso di civiltà. Tutto espresso da ragazzini della stessa età, a dimostrazione di quanto si può essere lontani l’uno dall’altro anche nella fase dell’infanzia e dell’adolescenza. Più di una volta, nel corso del nostro lavoro di educatori, abbiamo sottolineato come certi segnali non siano affatto da sottovalutare: la violenza sugli animali non è qualcosa da prendere alla leggera, ma il sintomo di un pericoloso disagio e il prodromo di disturbi gravissimi della personalità, se non persino(come probabilmente in questo caso) il segnale di un disturbo già conclamato. Abbiamo fatto sempre notare che in casi di questo genere siamo di fronte a due vittime: una, evidente a tutti, è l’animale che con la sua debolezza rimane schiacciato dalla violenza; l’altra, forse meno atta a suscitare simpatia e certamente più nascosta, è chi la violenza la compie. Nostro dovere è tentare di salvarli entrambi, altrimenti possiamo dire fallito il nostro obiettivo educativo. Ben lungi quindi dall’invocare punizioni esemplari e spesso auspicate nei commenti brutali sui social media, dobbiamo invece porci il problema di come tutto ciò sia superabile. E siamo convinti che se una strada esiste è proprio quella dell’educazione al rispetto. Ne abbiamo parlato approfonditamente nel nostro Educare al rispetto degli animali che invitiamo insegnanti e genitori a leggere, perché per quanto possa apparire utopistico l’unica risposta alla violenza è il suo contrario: l’empatia e la cura di chi ci sta vicino, anche quando – come i ragazzi di Prevalle – si macchia di qualcosa di orribile.